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Aspettando il fondo di ristoro

Fondo di ristoro PER GLI AZIONISTI ED OBBLIGAZIONISTI istituito con la legge di bilancio (comma 1106 della L. 27.12.2017 n. 205)

Ci sono (per intanto) 25 milioni per 4 anni consecutivi a disposizione delle vittime della ‘grande truffa’ veneta, attuata con il decreto legge 99 del 2017, ma anche per le altre quattro banche risolte nel dicembre precedente.

Ma quando si potranno presentare le domande per accedere a questo fondo? Che requisiti bisogna avere? Ma quanto si potrà ragionevolmente sperare di prendere? A tutte queste domande darà risposta il decreto attuativo della stessa legge.

Dice infatti la finanziaria, al comma 1107: Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze, da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabiliti requisiti, modalita' e condizioni necessarie all'attuazione di quanto disposto dai commi da 1106 a 1109. Dall'ammontare della misura di ristoro sono in ogni caso dedotte le eventuali diverse forme di risarcimento, indennizzo o ristoro di cui i risparmiatori abbiano gia' beneficiato.

In realtà il termine è già trascorso, ma da una recente intervista al Sole24Ore il sottosegretario al MEF Baretta ha dichiarato che, nonostante le nuove maggioranze parlamentari a seguito delle elezioni, la soluzione dovrebbe arrivare a breve, poiché l’approvazione del decreto è solo una questione tecnica che farebbe parte dell’ordinaria amministrazione.

I deputati del Movimento 5 Stelle Alessio Villarosa e Federico D’Incà e il senatore Daniele Pesco sulla vicenda del crac delle banche venete hanno invece diffidato il governo Gentiloni ad azzardarsi ad approvare i decreti attuativi. Hanno ricordato che il Governo ìn carica solo per gli affari correnti e come ‘affare corrente’ non può certo essere considerato un decreto che stabilisca le modalità di accesso e utilizzo del fondo risarcitorio. Questo compito deve essere affidato al futuro nuovo esecutivo.

I nuovi politici hanno inoltre evidenziato che vorranno destinare agli ex soci e obbligazionisti delle banche venete anche gli eventuali guadagni che proverranno dalla gestione dei “Non Performing Loans” e non solo i fondi derivanti dai conti dormienti.

L’importante è che si faccia presto e si faccia bene.

Vale la pena indicare che è possibile che tra i requisiti venga richiesto di aver preventivamente presentato la domanda di ammissione al passivo della liquidazione coatta. Il termine indicato dai liquidatori è quello del 23 aprile p.v. Quindi sarebbe opportuno, per coloro che non avessero ancora valutato la questione, di riflettervi.

L’istanza può essere inoltrata anche personalmente a mezzo raccomanda ma è necessario indicare un indirizzo pec per le successive comunicazioni della procedura.

Attenzione in ogni caso perché la semplice qualifica di ‘socio’ non è di per sé qualificante come ‘creditore’; pertanto sarà necessaria un’adeguata motivazione per (cercare di ) ‘costruire’ tale situazione soggettiva; e questo è l’unico motivo per cui potrebbe essere utile rivolgersi al legale.

 
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