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Azione di ripetizione dell’indebito contro una nota banca molto radicata sul territorio

Azione di ripetizione dell’indebito contro una nota banca molto radicata sul territorio

Una piccola società di persone, associata Adusbef di Padova, con l’avv. Sveva Rossi, ha promosso azione di ripetizione dell’indebito contro una nota banca molto radicata sul territorio, lamentando l’applicazione di interessi usurari sul conto corrente: la sentenza N. 2822/13 del 26 novembre 2013, dott.ssa Zambotto, ha pienamente accolto la domanda ed ha accertato, confermando la perizia redatta dal dott. Lucio Sgarabotto, che per TUTTA la durata del rapporto di conto corrente, dal primo all’ultimo trimestre, gli interessi effettivamente applicati sono sempre stati superiori alle soglia di usura, con conseguente condanna della banca ex art. 1815 c.c. a restituire TUTTI gli interessi, spese, commissione di massimo scoperto applicate sul rapporto. Il tutto oltre risarcimento del danno che si è quantificato condannando la banca non solo al pagamento degli interessi legali dalla domanda ma al maggiore tra il tasso legale e il tasso medio dei BOT.

E così la banca ha restituito al cliente complessivi € 35.704,63, oltre al pagamento di tutte le spese legali e di consulenza tecnica!

Questa sentenza rappresenta un’ altra importante vittoria a favore dei correntisti, ribadendo non solo che la c.ms. e le spese di affidamento devono essere computate nel calcolo del taeg ma soprattutto l’applicabilità dell’art. 1815 c.c e, quindi, la sanzione civile che prevede l’eliminazione di qualsiasi forma di interesse nel caso di superamento delle soglie di usura, anche in caso di contratto di conto corrente, e non di mutuo, e, quindi, senza che si possano applicare altre soluzioni quali la riduzione entro soglia o l’applicazione del tasso legale.

 
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