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Comunicazioni

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GIORNATA NAZIONALE RISPARMIO TRADITO VA RISARCITO ART.47 ROMA 4 OTTOBRE

4ottobre giornata risparmio traditoGIORNATA NAZIONALE RISPARMIO TRADITO VA RISARCITO ART.47
ROMA 4 OTTOBRE

PROCLAMATA LA GIORNATA NAZIONALE DEL RISPARMIO TRADITO E DEI DIRITTI VIOLATI

Mercoledì 04 Ottobre 2017 ore 11.00
Ritrovo a PALAZZO MONTECITORIO
PIAZZA MONTECITORIO tra Via Colonna Antonina e l’Obelisco
ROMA

PER PRETENDERE CHE  IL GOVERNO MANTENGA GLI IMPEGNI PER L’ISTITUZIONE DEL FONDO VITTIME DA REATI BANCARI CON RIMBORSO TOTALE DELLE COLOSSALI TRUFFE BANCARIE DI MASSA
E’ ORGANIZZATA E CONDIVISA DA TUTTE LE ASSOCIAZIONI RISPARMIATORI E CONSUMATORI ALLE QUALI POTETE RIVOLGERVI PER LA PRENOTAZIONE
A seguito della colossale truffa perpetrata dalle Banche: Banca Popolare di Vicenza società cooperativa, Veneto Banca società Cooperativa, Banca Etruria, Banca Marche, CariChieti e CariFerrara che incredibilmente ha trasformato i RISPARMIATORI in DEBITORI delle banche e dello Stato Italiano.

A seguito degli impegni del Governo impegnato dalla Camera il 13 luglio 2017 e dal Senato il 26 luglio 2017, per la istituzione di un fondo vittime di colossale truffa di massa  da reato bancario, per la tutela dei risparmiatori e imprese vittime innocenti in balia di eventi drammatici e contrari a qualsiasi regola di democrazia, da parte delle associazioni e dei risparmiatori truffati stanchi e allo stremo viene indetta la MANIFESTAZIONE DI MASSA GIORNATA NAZIONALE RISPARMIO RUBATO per il 04 Ottobre 2017 a Roma ore 11,00 davanti a Palazzo Montecitorio sede del Parlamento Italiano.

DIVENTA FONDAMENTALE LA PARTECIPAZIONE PER IL RIPRISTINO  DEI DIRITTI FONDAMENTALI DI UNA SOCIETA’ CHE POSSA DARE UN FUTURO DI LIBERTA’ E GIUSTIZIA


1) Istituzione Fondo Vittime da reati societari degli amministratori Bancari il risparmio rubato va
ridato
2) Ripristino dei fondi già istituiti dalle banche
3) Garanzia e tutela del rischio revocatoria per i Risparmiatori che hanno transato OPT del 10
gennaio 2017
4) Giustizia Risparmiatori chi ha sbagliato deve pagare
5) Tutela per tutti i Risparmiatori e IMPRESE che hanno subito finanziamento per acquisto quote
delle banche cooperative trasformati finti NPL


Associazioni Risparmiatori aderenti
ADUSBEF Fulvio Cavallari Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., ADICO Carlo Garofolini Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. , APINDUSTRIA Veneto, Ivan Palasgo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. , AZIONE VITALE De Bortoli Dario Pozzobon Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. , NO SALVA BANHCE
FE-BO Azzerati CARIFE Ferrara Milena Zaggia Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., VITTIME DEL SALVA BANCHE Letizia Giorgianni info,  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. , CASA DEL CONSUMATORE SCHIO Elena Bertorelli Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., CODACONS Franco Conte Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., SeniorItalia-Veneto Lando Arbizzani Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. , ANLA Veneto Vincenzo Gigli lando Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.,">Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.,  CONFEDERCONTRIBUENTI Alfredo Belluco Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., EZZELINO III DA ONARA Patrizio Miatello Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Ridateci i Soldi di Veneto Banca Fabio Bello Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
VENETO BANCA-BANCA POPOLARE DI VICENZABANCA
ETRURIA-BANCA MARCHE- CARICHIETI-CARIFE

Prenota il posto in pullman mail : Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
www.ezzelinodaonara.org tel 3408755454– 3371314782-3357431391

 

Voli Rynair cancellati: come tutelarsi

tratto dal sito www.studiocataldi.it

voli rynair cancellati come tutelarsiVoli Rynair cancellati: come tutelarsi

di Gabriella Lax - È polemica sulle cancellazioni dei voli, programmata dalla compagnia Ryanair per le prossime settimane. La notizia della cancellazione di voli (circa 50 al giorno) che, secondo quanto spiega la compagnia, dipende dalla mancanza dei piloti, per una valutazione erronea delle ferie e per la fuga degli stessi verso altre compagnie, oltre che per migliorare la puntualità degli aerei, riguarderà circa 400mila passeggeri e ovviamente ha scatenato diversi malumori.

La scorsa settimana era stato annunciato il taglio di 2100 voli per migliorare la puntualità, i cui parametri erano scesi dal 90% al di sotto dell'80% nelle prime 2 settimane di settembre a causa di ritardi e scioperi dei controllori di volo, maltempo e ferie di piloti ed equipaggio. Le scuse della compagnia non hanno calmato i viaggiatori. Troppo poco il tempo di preavviso, questa una delle accuse mosse alla compagnia aerea, perchè le cancellazioni sono state comunicate a pochi giorni dalle partenze.

 

La lista dei voli cancellati

Tra i voli cancellati per le prossime sei settimane (fino alla fine di ottobre) risultano i principali scali italiani ed europei. A partire da Bergamo Orio al Serio, Roma Ciampino e Fiumicino, Milano fino a Madrid, Barcellona El Prat e Cracovia. Oggi martedì 19 settembre da Bergamo non si potrà volare per Napoli, Bordeaux, Colonia e Norimberga. Domani, niente partenze da Brindisi per Bergamo, da Bergamo per Luxembourg, per Brindisi e per Trapani, e da Trapani per Bergamo.

La lista completa è stata pubblicata sul sito di Ryanair ma ancora non è quella definitiva.

 

Cosa possono fare gli utenti in caso di cancellazione

Tra i diritti per i passeggeri il cui volo è stato annullato ci sono rimborso, riprogrammazione, il rimpatrio e, solo in certi casi, una compensazione finanziaria.

Per verificare le cancellazioni RyanAir ha invitato tutti i passeggeri a tenere sotto controllo la casella di posta elettronica usata per la prenotazione. L'annuncio del volo cancellato può essere inviato dalle 48 alle 6 ore prima dell'orario di partenza, anche se le informazioni presenti sul sito dovrebbero garantire un'informazione con un margine di anticipo più ampio.

In caso di cancellazione sono disponibili le due coperture offerte dalla compagnia: il rimborso della spesa persa con la cancellazione del volo oppure una proposta alternativa di partenza (la "riprotezione") senza costi aggiuntivi rispetto al biglietto.

Richieste di indennizzo

L'indennizzo è fornito ai consumatori nelle misure previste dal regolamento UE n.261/04 e delle ulteriori somme nel caso in cui abbiano subito dei danni dalla cancellazione che devono essere provati. Con una lettera si può chiedere il rimborso del biglietto entro 7 giorni o un volo alternativo non appena possibile o in altra data. L'ulteriore indennizzo monetario risulterà di 250 euro per voli inferiori a 1500 km; 400 euro per voli intra-Ue superiori a 1500 km e per le altre tratte comprese tra 1500 e 3500 km; 600 euro per voli extra-UE superiori a 3500 km. Ryanair può ridurre l'ammontare dell'indennizzo del 50% se la riprotezione su un volo alternativo comporta un ritardo all'arrivo di non più di 2, 3 o 4 ore (sulla base delle distanze chilometriche) rispetto all'orario del volo originariamente prenotato.

Quando non è dovuto l'indennizzo

La compagnia non risarcirà il passeggero (parliamo di indennizzo monetario ndr) se lo stesso è stato informato della cancellazione almeno due settimane prima della partenza; è stato informato della cancellazione nel periodo tra 2 settimane e 7 giorni prima della partenza prevista e gli è stato offerto un volo alternativo che gli consente di partire non più di due ore prima dell'orario previsto e di raggiungere la destinazione finale meno di 4 ore dopo l'orario d'arrivo previsto; infine è stato informato della cancellazione meno di 7 giorni prima della partenza prevista e gli è stato offerto un volo alternativo che gli consente di partire non più di un'ora prima dell'orario previsto e di raggiungere la destinazione finale meno di 2 ore dopo l'orario d'arrivo previsto.

 

L'esposto ad Enac di Codacons

Sulla cancellazione dei voli è pronto un esposto all'Enac contro Ryanair. A spiegarlo è il presidente Carlo Rienzi che chiarisce: «Abbiamo deciso di rivolgerci all'Enac affinché sia aperto un procedimento formale nei confronti della compagnia aerea, e sia fatta luce su come il vettore stia informando i viaggiatori Al di là del rimborso del biglietto, il vero nodo è il risarcimento che spetta agli utenti in caso di cancellazione in prossimità della data del volo, e che può arrivare a 600 euro a seconda della tratta. Ryanair deve assolutamente dare informazioni chiare ed esaustive ai viaggiatori, e disporre i risarcimenti in modo automatico senza alcuna spesa per i consumatori».

 

BPVi e VenetoBanca: termini aperti per insinuare al passivo delle liquidazioni coatte amministrative i crediti

veneto banca insinuazione al passivoTERMINI ANCORA APERTI – ma ancora per poco- forse- PER INSINUARE AL PASSIVO DELLE LIQUIDAZIONI COATTE AMMINISTRATIVE I CREDITI derivanti dall'acquisto di azioni di BPVi e VenetoBanca.

Nella frenetica confusione che ha fatto seguito al D.L. del 26 giugno scorso - firmato anche dal ministro dell'Economia Paodan- sembrava in un primo momento che vi fosse tempo solo fino al 24 agosto per richiedere ai commissari l'ammissione del proprio credito al passivo della Liquidazione Coatta Amministrativa (LCA).

Sennonché il 31 luglio la Banca D'Italia ha precisato, con pubblicazione in Gazzetta, che il termine di sessanta giorni per insinuarsi decorre dalla pubblicazione in Gazzetta dei famigerati decreti del MEF n. 185 e 186 rispettivamente per popolare Vicenza e Veneto Banca, che hanno posto in liquidazione coatta le due banche e datati anch’essi 24 giugno come il decreto legge. E non decorrevano invece dalla data del 26 giugno, perché la pubblicazione del decreto non coincideva con quella di pubblicazione dei suddetti MEF.

Ad oggi in Gazzetta i decreti MEF non sono stati pubblicati per esteso, ma solo per estratto, e contenuti appunto nella medesima comunicazione in Gazzetta.

Siamo in Italia, avete capito. Ci si chiede: ma allora, la pubblicazione in Gazzetta della comunicazione della Banca d’Italia che dice quanto sopra, riportando per estratto i decreti, fa decorrere i sessanta giorni quale termine ultimo per l’insinuazione? Se così fosse, non sarebbe stato più semplice dirlo esplicitamente?

Ad ogni modo, io personalmente e prudenzialmente ritengo che la pubblicazione per estratto nella Gazzetta Ufficiale del comunicato di Banca d’Italia che contiene in sé anche per estratto i decreti MEF configuri proprio la ‘pubblicazione’ sia pur per estratto, dei decreti ministeriale da cui decorre il termine ultimo di 60 giorni per insinuarsi, che dunque sarebbe il prossimo venerdì 29 settembre.

Affrettatevi quindi a contattare le nostre sedi per la valutazione dell’opportunità di effettuare l’insinuazione al passivo.

Avv. Emanuela Bellini

Sede Adusbef Verona

 

Obbligazioni subordinate MPS

tratto da www.finanzareport.it

Obbligazioni subordinate Mps, cosa succede ora

I passaggi da seguire per gli investitori e la via di fuga per i possessori delle "famigerate" UT2


 

Come noto il Governo italiano ha ricevuto dalle autorità europeee, Commissione Europea e BCE, ognuna per quanto di competenza, l'autorizzazione ad attuare per Banca Mps la ricapitalizzazione precauzionale, che avverrà dunque nei termini già regolamentati dal DL 237/2016.

La ricapitalizzazione precauzionale è un particolare tipo di aumento di capitale effettuato dallo Stato previsto per le banche, e soggetto a condizioni particolari tra cui il mancato superamento di uno stress test, dalla direttiva sulla risoluzione (BRRD).

L'utilizzo di denaro pubblico fa automaticamente scattare le regole in materia di aiuti di Stato fissati dalla comunicazione sul settore bancario della Commissione europea del 2013.

Questa comunicazione prevede, tra l'altro, la condivisione degli oneri, meglio nota come "burden sharing", vale a dire che qualsiasi intervento che preveda l'utilizzo di denaro pubblico, come avviene nella ricapitalizzazione precauzionale, deve essere limitato al massimo. Ciò si ottiene attraverso la partecipazione degli azionisti e degli obbligazionisti subordinati alla ricapitalizzazione della banca, mediante gli strumenti della riduzione e/o della conversione in azioni.

Si procede alla riduzione in presenza di deficit patrimoniali da colmare (i debiti sono maggiori delle attività), si procede, invece, alla conversione quando il patrimonio netto, tenendo anche conto delle perdite probabili, è positivo, ma inferiore a quello minimo richiesto dalla BCE ai fini della stabilità della banca.

Nel caso di Mps, a differenza del caso delle 4 banche locali risolte nel novembre del 2015 e delle due banche venete, il patrimonio netto è positivo ed è pari a 6 miliardi circa.

E tale resta anche dopo avere scontato le perdite, pari a 3,9 miliardi di euro che emergeranno dalla cartolarizzazione della quasi totalità delle sofferenze. Pertanto la partecipazione agli oneri della ricapitalizzazione da parte di azionisti ed obbligazionisti avverrà, rispettivamente, attraverso una forte diluizione per gli azionisti, attraverso la conversione in azioni per gli obbligazionisti.

Ma come avviene la conversione e cosa succede agli obbligazionisti coinvolti?

In questa sede ci occupiamo solo delle obbligazioni T2 (Tier2), ma il ragionamento vale anche per le T1, sostituendo a 100, tasso di conversione delle T2, il tasso di conversione previsto, invece, per le T1 (15% o 75%).

Mps ha un outstanding (obbligazioni in circolazione) come da tabella che segue, tratta dalla presentazione del piano industriale Mps.

Le T2, quindi, saranno convertite in azioni sulla base del valore nominale, indipendentemente dal prezzo di acquisto (esempio: obbligazione di nominali ? 1.000 pagata 700, cioè acquistata a un corso secco di 70, sarà sempre convertita sulla base di un valore di ? 1.000).

A questo punto per conoscere il numero di azioni che saranno attribuite è sufficiente conoscere il prezzo di emissione delle nuove azioni. Anche in questo caso i criteri per la determinazione del prezzo sono già fissati e contenuti nel DL 237/2016 e, in particolare, nell'allegato al decreto legge. Più precisamente è previsto che il prezzo di emissione delle nuove azioni da attribuire agli ex obbligazionisti sia pari al 50% del valore delle vecchie azioni. A sua volta il valore delle vecchie azioni sarà pari al minore tra la media delle quotazioni degli ultimi trenta giorni (euro 21 circa) e il valore stabilito da un esperto.

Assumendo che il valore di riferimento sia ? 20,00 il prezzo di emissione delle azioni sarà pari a 10,00 per cui si avrà diritto a 100 nuove azioni MPS per ogni 1.000 euro di nominali di obbligazioni subordinate. Il prezzo di emissione per lo Stato sarà pari al 75% del prezzo di conversione applicato agli abbligazionisti e, quindi, nel nostro esempio, pari a ? 7,5.

Pertanto la nuova compagine sociale sarà quella che risulta dalla tabella che segue, nella quale si è anche ipotizzato un possibile, e ottimistico, prezzo di mercato dell'azione, basato sui consueti parametri delle prospettive reddituali e della consistenza patrimoniale.

Quindi gli obbligazionisti che hanno ricevuto le azioni a 10 euro accuserebbero subito una perdita di circa il 40%, oltre ad essere esposti ai rischi tipici dell'investimento azionario. In questo caso la speranza di recuperare la somma investita sarebbe legata alla capacità di Mps di rispettare i target di piano industriale. Che prevedono un utile 2021 di 1 miliardo circa. Se il mercato stimasse, nel corso degli anni precedenti, che effettivamente Mps sarà in grado di centrare questo target, allora la capitalizzazione potrebbe attestarsi sui 10 miliardi e l'azione quotare oltre i 10 euro.

Le prospettive cambiano per quanti hanno comprato le obbligazioni T2 sul mercato pagando un prezzo prossimo, o inferiore, ai 60. In questo caso sarà possibile uscire dall'investimento con perdite limitate, o addirittura in utile, non appena il titolo sarà riammesso alle quotazioni.

LA VIA DI FUGA PER I POSSESSORI DELLE OBBLIGAZIONI UT2

Il decreto legge 237/2016, art. 19, comma 2, prevede una particolare forma di tutela, che vale solo per i possessori delle obbligazioni UT2, obbligazioni che furono emesse da MPS per finanziare parte dell'acquisto di BANCA ANTONVENETA, che furono collocate dalla rete presso i risparmiatori con un taglio di ? 1.000,00 e che sono state quotate, fino alla sospensione intervenuta nello scorso dicembre, sull'internalizzatore sistematico MPS, denominato DDT.

Qual è la procedura?

Al proposito è probabile che esca un decreto ministeriale che dettagli, nello specifico, la procedura da seguire, ma già da ora è possibile ipotizzare quelli che saranno i passaggi. L'avvio della procedura parte da una richiesta del soggetto interessato.

Chi può inoltrare la richiesta?

La richiesta può essere inoltrata solo in presenza delle seguenti condizioni:

1) L'investitore deve essere classificabile al dettaglio in base alla MIFID;

2) L'acquisto delle obbligazioni deve essere stato effettuato tramite Mps o società del gruppo Mps;

3) L'acquisto deve essere intervenuto entro il 31.12.2105.

Una volta verificata la sussistenza delle condizioni di cui sopra, il possessore di obbligazioni Mps deve inoltrare apposita istanza a Banca Mps, con la precisazione che la richiesta può essere inoltrata anche tramite il proprio intermediario se i titoli sono custoditi presso una banca diversa.

Nella richiesta deve lamentare la scorretta commercializzazione delle obbligazioni (misselling) chiedendo il risarcimento del danno e dichiarando la propria disponibilità a transigere la lite potenziale sulla base di quanto previsto dall'art.19, comma 2 del DL 237/3016.

I passaggi successivi prevedono la stipulazione di una transazione, sulla base della quale l'ex obbligazionista rinuncia a far valere ogni altra pretesa relativa alla commercializzazione degli strumenti finanziari convertiti.

A fronte di questa rinuncia, e chiaramente della consegna delle azioni in suo possesso, che saranno acquistate da Mps in nome e per conto dello Stato, riceverà delle obbligazioni senior, emesse da società del gruppo Mps. Queste obbligazioni avranno durata comparabile alla vita residua degli strumenti e prestiti oggetto di conversione (2018) e rendimento in linea con quello delle obbligazioni non subordinate emesse dall'Emittente aventi analoghe caratteristiche rilevato sul mercato secondario nel periodo intercorrente tra la data di pubblicazione del decreto che attua la conversione e quello della stipula della transazione.

Attenzione, però. Il controvalore delle obbligazioni senior non sarà commisurato al valore nominale delle obbligazioni subordinate, bensì al prezzo di acquisto delle stesse. Per cui a fronte di 10.000 euro di obbligazioni subordinate acquistate al corso secco di 80, cioè spendendo 8.000 euro, si avrà diritto a 8.000 euro di obbligazioni senior e non a 10.000,00.

Infine occorre prestare attenzione al fatto che tutta la procedura deve concludersi entro 120 giorni dalla pubblicazione del decreto ministeriale, di prossima emanazione, che attua le misure di condivisione degli oneri, cioè del decreto che dispone la conversione delle obbligazioni in azioni.

 

Obsolescenza programmata

elettrodomestici obsolescenza programmataOBSOLESCENZA PROGRAMMATA

Prodotti che durane meno per vendere di più

Il 77 % dei consumatori dell'Unione europea preferirebbe cercare di riparare i beni guasti prima di comprarne di nuovi (cfr. EUROBAROMETRO - sistema di sondaggi nei Paesi Ue)

Che cosa è l'obsolescenza programmata?

Si tratta di una complessa pratica commerciale con significativi risvolti di marketing e di strategia d'impresa. Il prodotto è costruito in modo tale da funzionare per un periodo prestabilito che coincide, di solito, con un lasso di tempo tale che va poco oltre il termine ultimo per esercitare il diritto di garanzia. L'“obsolescenza pianificata” riguarda, praticamente, tutta la merce disponibile sul mercato: dai telefonini agli elettrodomestici, dall'abbigliamento alle automobili, dalle pile alle lampadine.

Le ricadute sui consumatori

Un apparecchio che dura meno delle aspettative o che accusa una limitazione della sua funzionalità significa spese di riparazione o, addirittura, l'acquisto di un nuovo apparecchio che, intanto, potrebbe anche essere aumentato di prezzo. L'indisponibilità di pezzi di ricambio o le costosissime riparazioni (quando è possibile) si traducono in costi ulteriori e non previsti per usufruire di un prodotto che avrebbe dovuto garantire una resa per un tempo maggiore e a zero costi aggiuntivi. L'accelerato logorio di parti estetiche (si pensi agli interni di un'automobile come il cruscotto o la tappezzeria) “disaffeziona” il consumatore dal suo oggetto e lo induce, subdolamente, ad acquistane uno nuovo. L'Unione europea si è più volte espressa sulla necessità di adeguate politiche che affermino e garantiscano il “diritto alla riparabilità dei prodotti”

Più prodotti più costi; più prodotti più rifiuti

Un incremento della produzione di merce destinata ad una “vita breve” significa anche maggiori prodotti di scarto destinati alle discariche con aumento dei costi di raccolta, di smaltimento e di trattamento e a pagare, ancora una volta sono i cittadini! Si consideri, inoltre, il pericolo dell'abbandono o della dispersione nell'ambiente di merce contenente sostanze altamente tossiche (come, ad esempio, le batterie o i componenti elettronici) con potenziali (e, spesso concreti) pericoli per l'intero ecosistema e per la vivibilità dei centri abitati.

ADUSBEF Ti tutela: SRCIVICI!

ADUSBEF ha presentato un esposto – denuncia diversi uffici della Procura della Repubblica, ai Ministeri competenti (Sviluppo economico) e all'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato perché l'obsolescenza programmata rappresenta una pratica commerciale scorretta, inganna il consumatore, ne tradisce la fiducia nel mercato e viola il suo diritto ad un'adeguata informazione sui prodotti che acquista; tale pratica si pone in evidente contrasto con tutte le prescrizioni delle varie direttive europee e le raccomandazioni dei principali Organi istituzionali dell'Unione europea che insistono per un radicale contrasto alla pratica dell'obsolescenza programmata.

Questioni come la durabilità dei prodotti, l'estensione della garanzia commerciale, la disponibilità dei pezzi di ricambio, la facilità di effettuare riparazioni e l'intercambiabilità dei componenti devono rientrare nell'offerta commerciale del produttore, in modo da rispondere alle esigenze, alle aspettative e alle preferenze dei consumatori, oltre a rappresentare un fattore importante per la concorrenza sul libero mercato. Relazione del Parlamento UE “su una vita utile più lunga per i prodotti: vantaggi per consumatori e imprese”, 9 giugno 2017

 

 

Il fenomeno delle polizze dormienti

Download intero indagine dell'Istituto per la vigilanza delle assicurazioni IVASS (agosto 2017)

CONSIGLI PER IL CONSUMATORE 

polizze dormienti reportIl fenomeno delle polizze dormienti Le polizze vita “dormienti” sono polizze che, pur avendo maturato un diritto al pagamento del capitale assicurato, non sono state pagate dalle imprese di assicurazione e giacciono in attesa della prescrizione. Può trattarsi di polizze per il caso di morte dell’assicurato della cui esistenza i beneficiari non erano a conoscenza o di polizze c.d. “di risparmio”1 che, giunte alla scadenza, non sono state riscosse dagli interessati per vari motivi.

I diritti derivanti dalle polizze vita si prescrivono in 10 anni dalla data dell’evento:

  •  decesso dell’assicurato;
  • scadenza del contratto.

Oltre tale termine le imprese devono devolvere le somme al Fondo Rapporti Dormienti istituito presso la CONSAP.

Tipi diversi di polizza sono soggetti a livelli diversi di rischio di “dormienza”.
Le polizze vita maggiormente esposte a questo rischio sono quelle che riconoscono ai beneficiari una prestazione in caso di morte dell’assicurato nel corso della durata della polizza (le c.d. assicurazioni temporanee caso morte o TCM); dopo la scadenza del contratto nulla è dovuto se l’assicurato è ancora in vita.

Per queste polizze, può accadere che il contraente (che spesso è anche l’assicurato) non abbia informato i beneficiari dell’esistenza di una polizza a loro favore e che quindi, in caso di suo decesso, questi non si attivino presso l’impresa di assicurazione. Se, a sua volta, l’impresa di assicurazione non svolge in autonomia verifiche periodiche sull’eventuale decesso dell’assicurato, queste polizze sono facilmente destinate a diventare “dormienti”.

Il rischio che una polizza temporanea caso morte diventi “dormiente” è particolarmente alto nel caso di pagamento del premio in un’unica soluzione al momento della sottoscrizione della polizza (premio unico), perché il rapporto assicuratore-contraente/assicurato si esaurisce spesso in tale momento. Ma anche in caso di contratti a premi annui, in cui c’è un contatto periodico tra assicurato e impresa, può accadere che la sospensione del pagamento dei premi sia interpretata dall’impresa come una volontà del contraente/assicurato di non proseguire il rapporto assicurativo, mentre in realtà potrebbe essere dovuta al suo decesso. Se non viene verificato dall’impresa il reale motivo della sospensione del pagamento dei premi e, di nuovo, i beneficiari non erano a conoscenza della polizza, il rischio di “dormienza” è alto.

Analogamente, sono esposte ad un significativo rischio “dormienza” anche le polizze c.d. a vita intera e le polizze cd. “in differimento automatico di scadenza2”, per le quali non è prevista una scadenza contrattuale e che danno diritto al pagamento della somma assicurata al verificarsi del decesso dell’assicurato o in caso di riscatto. In questo report ci si riferisce ad entrambe le tipologie con la locuzione “a vita intera”.

Minore è il rischio, ma pur sempre esistente, per le polizze vita c.d. “di risparmio” cioè “altre polizze con scadenza” che riconoscono ai beneficiari una prestazione sia in caso di vita dell’assicurato alla scadenza pattuita sia in caso di sua morte nel corso della durata del contratto. Per queste polizze l’impresa è sempre tenuta a pagare una prestazione assicurativa rimanendo incerto solo quando deve effettuare la liquidazione (durante la vigenza della polizza o alla sua scadenza). Per queste forme, infatti, sono previsti dalla normativa sia momenti periodici di informativa al contraente (es: comunicazioni di rivalutazione annua delle prestazioni, ...) sia una verifica, alla scadenza contrattuale, della esistenza in vita dell’assicurato, finalizzata al pagamento del capitale caso vita.

Oltre a questi aspetti, che riguardano la verifica dei decessi degli assicurati da parte delle imprese, il fenomeno delle polizze vita dormienti ha un altro risvolto: una volta appurato il decesso di un assicurato, l’impresa deve procedere alla identificazione e ricerca dei beneficiari. Questa attività può essere ostacolata se al momento della stipulazione della polizza la designazione dei beneficiari da parte del contraente è avvenuta in forma generica (es. eredi testamentari o eredi legittimi…) e non nominativa, e se l’impresa non ha rilevato tutte le informazioni utili a contattarli.

 

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