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Cosa sono i titoli azionari

Cosa sono le Azioni


azioni-documenti

 

DIVIDENDI/ AZIONI DI RISPARMIO/ CONVERTIBILI/ CUM WARRANT


LE AZIONI


Sono titolo rappresentativo della proprietà di una quota del capitale sociale di una società per azioni, individuato dal valore nominale del certificato azionario (capitale sociale diviso numero di azioni emesse). Il titolare anche di una sola azione e socio a tutti gli effetti e, partecipando alle assemblee ordinarie e straordinarie, concorre alla formazione della volontà aziendale. In caso di distribuzione di utili, ha diritto alla quota spettante ad ogni singola azione (dividendo) qualora il bilancio ne permetta conferimento e il consiglio d’amministrazione decida di riconoscerlo.. Le azioni possono essere acquistate e vendute liberamente, purché siano presenti sul mercato acquirenti e venditori. Le società più importanti, con un azionariato sufficientemente diffuso (flottante) sono quotate in Borsa dove giornalmente “si incontrano domanda e offerta” di titoli mobiliari e dove, in funzione dell’andamento di mercato, viene fissato un prezzo di riferimento dei titoli.


AZIONE ORDINARIA / PRIVILEGIATA / DI RISPARMIO


A differenza dei normali titoli azionari (azioni ordinarie), le azioni privilegiate (in disuso) conferiscono, in positivo, un diritto di priorità circa la distribuzione degli utili (almeno il 2 per cento del capitale), prima cioè che questi vengano assegnati alle azioni ordinarie; in negativo, una limitazione nel diritto di voto limitato a decisioni straordinarie (esercitabile solo per deliberare su modifiche dell’atto costitutivo e per l’emissione di prestiti obbligaziona-ri). A differenza delle prime due che sono nominative, l’azione di risparmio può essere al portatore; può essere “convertibile” o “non convertibile” in azioni ordinarie; di contro, i possessori di azioni di risparmio non hanno diritto al voto. In cambio hanno vantaggi in sede di ripartizione di utili: si ha diritto ad un dividendo minimo pari al 5 per cento del valore nominale, comunque sempre superiore del 2 per cento rispetto a quello di pertinenza delle azioni ordinarie. In caso di mancata distribuzione di utili, l’azione può essere remunerata recuperando nei due esercizi successivi l’importo non goduto. In caso di liquidazione della società, i possessori di azioni di risparmio hanno diritto alla priorità nel rimborso.

AZIONE POSTERGATA


Trattata meno favorevolmente delle ordinarie, e remunerata solo successivamente al pagamento di dividendi delle altre azioni.


AZIONE “CUM WARRANT”

 

Il warrant è uno strumento derivato, in genere quotato, che attribuisce (alla data di scadenza il diritto all’acquisto (call warrant) o alla vendita (put warrant) di un quantitativo di strumenti finanziari determinati sia nella quantità che nel prezzo. E’ un particolare tipo di azione, emesso in occasione degli aumenti di capitale. Alla data stabilita per l’esercizio del warrant, il titolare può utilizzarlo per l’acquisto di azioni ordinarie o rivenderlo.


PROCEDURE E COSTI per l’acquisto di azioni.


Chi investe in azioni usa prevalentemente il canale bancario: occorre aprire una Custodia titoli ed avere un conto corrente, che verrà addebitato dopo un acquisto e accreditato dopo una vendita. Molti “borsini” permettono di operare per telefono, ma si consiglia di inoltrare sempre un ordine scritto specificando chiaramente:

Nome del titolo che si intende trattare e quantità; in caso di acquisto conviene sempre fissare un prezzo massimo oltre il quale l’ordine non viene eseguito; in caso di vendita fissare sempre il prezzo minimo al di sotto del quale l’operazione non dovrà essere eseguita.

Il giorno successivo e bene informarsi dell’’avvenuta operazione. L’operazione verrà certificata dal “Fissato bollato”, documento che individua l’operazione e che sarà inviato successivamente. Per i costi, occorre considerare: Commissione di acquisto o di vendita: 7 per mille del valore dell’operazione; Rimborso spese fisse (variabile da banca a banca) Spese di custodia titoli: il costo e pubblicizzato sugli avvisi sintetici esposti al pubblico e varia da banca a banca.

Queste spese possono diminuire drasticamente se si decide di tenere i titoli non in banca ma di depositarli presso una società che ne accentrerà la custodia (Montetitoli Spa). Per questo servizio occorre sottoscrivere un ulteriore contratto (oltre quello per aprire la Custodia) con il proprio istituto di credito. E evidente il rischio connesso ad un investimento azionario: se quando vendo (o sono costretto a vendere) il prezzo da me spuntato e inferiore a quello al quale acquistai, ho fatto un pessimo affare; se e superiore avrò guadagnato. Per questo si sconsiglia di investire in azioni con obbiettivi di breve o brevissimo periodo: meglio limitarsi a comprare buoni titoli e ad aspettare il tempo necessario (magari anni) perche il valore raggiunto sia soddisfacentemente superiore a quello d’acquisto, piuttosto che comprare spinti dalla “informazione confidenziale” di prossimi consistenti rialzi: chi deve sapere sa prima di noi.


Il seguente “decalogo” può esserci d’aiuto:


ATTENZIONE:
1) Valutare bene i tempi di utilizzo del nostro risparmio. Occorre avere un quadro preciso dei propri impegni finanziari nel breve e medio periodo: se dobbiamo affrontare una spesa consistente nei prossimi 12 mesi la collocazione dei nostri risparmi non può essere a rischio (azioni), come potrebbe invece essere se per i prossimi cinque - sette anni non abbiamo preventivato grosse uscite finanziarie.
2) La quota di investimento in capitale di rischio deve rappresentare una frazione (10 -25 per cento) dei nostri risparmi. Per decidere quanto investire in prodotti “rischiosi”, dobbiamo chiederci: “Di quanto potrò non aver bisogno per i prossimi quattro - sette anni” ? Non e male, poi, inserire nella valutazione qualche spesa imprevista.
3) Occorre poter disporre di una quota di riserva per intervenire in caso di successivo calo del valore dei titoli azionari acquistati. In altri termini non si deve investire tutto e subito, ma frazionare gli acquisti, per avere un capitale di riserva che possa essere utilizzato per comprare lo stesso titolo svalutato, spingendo, in tal modo, verso il basso la media dei prezzi.
4) Ricordarsi che quando ci arriva la “soffiata riservatissima” (operatori, news letter, borsino, giornali, amici “ben informati”, ecc.) chi doveva sapere ed agire ha saputo ed agito molto prima di noi, specie in un mercato finanziario ristretto come quello italiano.
5) Se il nostro investimento sta andando bene, liquidiamolo per tempo, anche contro il nostro istinto: aspettare il picco massimo significa incappare nella inversione di tendenza e, troppo spesso, questa ci convincerà a non vendere più, sperando in una risalita che potrebbe arrivare dopo anni. In borsa si dice: “Vendi e pentiti”.
6) Riflettiamo sul fatto che in nessun mercato (tanto meno in quello azionario) esiste “l’ultimo treno”. L’andamento, cioè, non sarà sempre crescente ne sempre in calo. Aver fretta di entrare o di uscire può non essere conveniente.
7) Attenzione a non essere presi dalla sindrome del gioco d’azzardo, con le prime vincite che ci spingono a nuove e più alte puntate. Si dice: “La Borsa presta !”.
8) Alla luce delle scadenze europee (Moneta unica ecc.) e visto l’andamento dei tassi, non dismettere i titoli di Stato, pur se hanno avuto una performance eccellente, per investire in borsa: le delusioni possono essere fortissime. I rendimenti dei titoli di Stato italiani sono ancora competitivi rispetto ai rendimenti del reddito fisso reperibili su altri mercati europei.
9) Sui mercati azionari non fantasticare mai su guadagni eccezionali con il “Fai da Te”. E consigliabile usufruire dei consigli degli esperti (di fiducia e professionalmente sperimentati), per non incorrere in bruschi risvegli e lasciare sui mercati (com’e già accaduto in passato) parte dei nostri risparmi.
10) Mettete alla porta chi cerca di convincervi a collocare i vostri risparmi osannando rendimenti passati e “prevedendone” di futuri.


 


Le azioni sono documenti che rappresentano l'unità di misura della partecipazione del socio alla società e quindi anche l'insieme dei diritti e dei doveri che si connette allo status di socio. Secondo la prevalente dottrina, tali documenti per le loro caratteristiche di trasmissibilità vengono inquadrati nell'ampia categoria dei titoli di credito, pur distinguendoli dagli altri in quanto non solo incorporano una quota parte del capitale, ma sono anche espressione concreta del rapporto di partecipazione con l'organizzazione e l'attività della società emittente.

 

 

Rendimento di una azione

 

Il rendimento di un'azione è proporzionale all'incremento o decremento del valore stesso dell'azione in un determinato periodo di tempo a cui si possono sommare eventuali dividendi pagati nel periodo. Se P! è il valore di vendita dell'azione, P0 il prezzo d'acquisto e D è il dividendo pagato nel periodo di possesso dell'azione, il rendimento totale dell'azione è calcolabile con la seguente formula:

In base al profilo dell'investitore possiamo dividere gli acquirenti di azioni in due categorie.

- I cassettisti sono investitori che tengono in portafoglio le azioni per un lungo periodo senza seguire i trend della borsa. Spesso il cassettista è interessato ai diritti amministrativi garantiti dal possesso di azioni, come le partecipazioni a assemblee societarie. Il cassettista trae guadano principalmente dai dividendi pagati dalla società e secondariamente dall'incremento del valore intrinseco dell'azione.


- Gli speculatori, viceversa, sono investitori più attivi sul mercato, seguono con costanza la borsa e cercando di individuare l'inizio di un trend positivo del titolo azionario. Non sono particolarmente interessati ai diritti amministrativi garantiti dalle azioni o ai dividendi pagati dalla società. Sono invece particolarmente interessati all'incremento del valore dell'azione nel minor tempo possibile.

Tra gli speculatori possiamo individuare un'altro gruppo: Gli Scalper. Spesso non vengono neanche definiti neanche investitori in quanto operano sul mercato in maniera frequente comprando e rivendendo azioni anche decine di volte al giorno, operatività intraday. Cercano di trarre guadagno da ogni movimento di un titolo azionario, sono completamente disinteressati alla natura della società e ai dividendi.

 

 

Rendimento del cassettista

Il rendimento del cassettista si calcola seguendo il  modello di Gordon:

ossia

Dove

P = prezzo dell'azione
D1 = il dividendo al tempo 1 (es. un anno dopo l'acquisto dell'azione)
r = il rendimento atteso dall'azionista
g = il tasso di crescita del dividendo: il dividendo nel tempo cresca ad un tasso 1+g, in modo tale che: ; g a volte viene uguagliato al tasso di inflazione, in modo tale che il valore del dividendo sia sempre lo stesso.

 

 

 

Rendimento dello speculatore


Calcolare il rendimento di uno speculatore significa calcolare la plusvalenza effettiva sull'azione, cioè la differenza fra prezzo di acquisto e prezzo di vendita. L'analisi fondamentale fornisce alcuni indicatori per capire attraverso il confronto con altre azioni se il titolo è sottovalutato o sopravalutato. Alcuni di questi indicatori sono:

- Book value: (Patrimonio netto / N. azioni in circolazione)
- Earnings per share (EPS): (Utili netti / N. azioni in circolazione)
- Price to book value: (Prezzo del titolo / Book value)
- Price earnings: (Prezzo del titolo / Earnings per share)
 

 

 

Principali tipi di azioni previste dalla legge italiana


Azioni ordinarie
Sono le azioni "classiche": assegnano diritti patrimoniali come il diritto al dividendo, il diritto al rimborso del capitale in caso di chiusura della società e il diritto di opzione in caso di aumento del capitale. Assegnano solitamente anche il diritto di voto nell'assemblea della società.

Azioni privilegiate e preferenziali.
La legge italiana prevede che con l'atto costitutivo di una società siano stabilite categorie speciali di azioni, privilegiate nella ripartizione degli utili e nel rimborso del capitale allo scioglimento della società. In contropartita di questi privilegi possono esserci limitazioni al diritto di voto, che viene mantenuto solo per le delibere di assemblea straordinaria. Nel caso in cui le azioni privilegiate godano anche del pieno esercizio del diritto di voto vengono definite "preferenziali".

 

Azioni postergate :

Sono azioni postergate quelle che rispetto alle altre hanno un trattamento meno favorevole sia nell'esercizio del diritto di voto, sia nei diritti a contenuto economico e patrimoniale. Tipiche azioni postergate sono le azioni di godimento che nel caso di riduzione del capitale sociale possono essere attribuite a soci, ai quali viene rimborsato l'ammontare del capitale corrispondente all'azione.

Azioni di risparmio
Sono azioni che escludono il diritto al voto nell'assemblea, ma sono invece privilegiate nella distribuzione del dividendo. Sono indirizzate ai piccoli risparmiatori che cercano solo il rendimento dell'investimento e a cui non interessa la partecipazione alla vita societaria.

Azioni di godimento
Sono delle azioni che sostituiscono un rimborso all'ex azionista nel caso in cui le sue azioni siano state annullate a causa di una riduzione del capitale sociale.

Azioni per i dipendenti
Sono diverse dalle azioni ordinarie in quanto sono trasferibili unicamente tra dipendenti, dopo aver ottenuto l'autorizzazione del CDA.

<p>DIVIDENDI/ AZIONI DI RISPARMIO/ CONVERTIBILI/ CUM<br />
  WARRANT<br />
  LE AZIONI<br />
  Sono titolo rappresentativo della proprietà di una quota del  capitale sociale di una
  società per azioni, individuato dal valore nominale del  certificato azionario (capitale
  sociale diviso numero di azioni emesse). Il titolare anche  di una sola azione e socio a
  tutti gli effetti e, partecipando alle assemblee ordinarie e  straordinarie, concorre alla
  formazione della volontà aziendale. In caso di distribuzione  di utili, ha diritto alla
  quota spettante ad ogni singola azione (dividendo) qualora  il bilancio ne permetta
  conferimento e il consiglio d’amministrazione  decida di riconoscerlo..
  Le azioni possono essere acquistate e vendute liberamente, purché  siano presenti sul
  mercato acquirenti e venditori. Le società più importanti,  con un azionariato sufficientemente
  diffuso (flottante) sono quotate in Borsa dove giornalmente “si incontrano
  domanda e offerta” di titoli  mobiliari e dove, in funzione dell’andamento di  mercato,
  viene fissato un prezzo di riferimento dei titoli.</p>
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  AZIONE ORDINARIA / PRIVILEGIATA / DI RISPARMIO<br />
  A differenza dei normali titoli azionari (azioni ordinarie),  le azioni privilegiate (in
  disuso) conferiscono, in positivo, un diritto di priorità  circa la distribuzione degli utili
  (almeno il 2 per cento del capitale), prima cioè che questi  vengano assegnati alle azioni
  ordinarie; in negativo, una limitazione nel diritto di voto  limitato a decisioni straordinarie
  (esercitabile solo per deliberare su modifiche dell’atto costitutivo e per l’emissione
  di prestiti obbligaziona-ri). A differenza delle prime due  che sono nominative,
  l’azione di risparmio può essere al  portatore; può essere “convertibile”  o “non
  convertibile” in azioni ordinarie;  di contro, i possessori di azioni di risparmio non
  hanno diritto al voto. In cambio hanno vantaggi in sede di  ripartizione di utili: si ha
  diritto ad un dividendo minimo pari al 5 per cento del  valore nominale, comunque
  sempre superiore del 2 per cento rispetto a quello di  pertinenza delle azioni ordinarie.
  In caso di mancata distribuzione di utili, l’azione può essere remunerata recuperando
  nei due esercizi successivi l’importo  non goduto. In caso di liquidazione della società,
  i possessori di azioni di risparmio hanno diritto alla priorità  nel rimborso.</p>
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  AZIONE POSTERGATA</p>
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  Trattata meno favorevolmente delle ordinarie, e remunerata  solo successivamente al
  pagamento di dividendi delle altre azioni.</p>
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  AZIONE “CUM WARRANT”</p>
<p> Il warrant e uno strumento derivato, in genere quotato, che  attribuisce (alla data di
  scadenza il diritto all’acquisto  (call warrant) o alla vendita (put warrant) di un quantitativo
  di strumenti finanziari determinati sia nella quantità che  nel prezzo.
  E’ un particolare tipo di azione,  emesso in occasione degli aumenti di capitale. Alla
  data stabilita per l’esercizio del  warrant, il titolare può utilizzarlo per l’acquisto di
  azioni ordinarie o rivenderlo.</p>
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  PROCEDURE E COSTI per l’acquisto di azioni.</p>
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  Chi investe in azioni usa prevalentemente il canale  bancario: occorre aprire una
  Custodia titoli ed avere un conto corrente, che verrà  addebitato dopo un acquisto e
  accreditato dopo una vendita. Molti “borsini” permettono di operare per telefono, ma
  si consiglia di inoltrare sempre un ordine scritto  specificando chiaramente: Nome del
  titolo che si intende trattare e quantità; in caso di  acquisto conviene sempre fissare un
  prezzo massimo oltre il quale l’ordine  non viene eseguito; in caso di vendita fissare
  sempre il prezzo minimo al di sotto del quale l’operazione non dovrà essere eseguita.
  Il giorno successivo e bene informarsi dell’’avvenuta operazione.
  L’operazione verrà certificata dal “Fissato bollato”, documento che  individua l’operazione
  e che sarà inviato successivamente.
  Per i costi, occorre considerare:
  Commissione di acquisto o di vendita: 7 per mille del valore  dell’operazione;
  Rimborso spese fisse (variabile da banca a banca)
  Spese di custodia titoli: il costo e pubblicizzato sugli  avvisi sintetici esposti al pubblico
  e varia da banca a banca.  </p>
<p>Queste spese possono diminuire drasticamente se si decide di  tenere i titoli non in
  banca ma di depositarli presso una società che ne accentrerà  la custodia (Montetitoli
  Spa). Per questo servizio occorre sottoscrivere un ulteriore  contratto (oltre quello per
  aprire la Custodia) con il proprio istituto di credito.
  E evidente il rischio connesso ad un investimento azionario:  se quando vendo (o sono
  costretto a vendere) il prezzo da me spuntato e inferiore a  quello al quale acquistai,
  ho fatto un pessimo affare; se e superiore avrò guadagnato.
  Per questo si sconsiglia di investire in azioni con  obbiettivi di breve o brevissimo
  periodo: meglio limitarsi a comprare buoni titoli e ad  aspettare il tempo necessario (magari anni) perche il valore raggiunto sia  soddisfacentemente superiore a quello
  d’acquisto, piuttosto che comprare  spinti dalla “informazione confidenziale” di prossimi
  consistenti rialzi: chi deve sapere sa prima di noi.</p>
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  Il seguente “decalogo” può esserci d’aiuto:</p>
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  ATTENZIONE:<br />
  1) Valutare bene i tempi di utilizzo del nostro risparmio. Occorre  avere un quadro
  preciso dei propri impegni finanziari nel breve e medio  periodo: se dobbiamo affrontare
  una spesa consistente nei prossimi 12 mesi la collocazione  dei nostri risparmi non
  può essere a rischio (azioni), come potrebbe invece essere  se per i prossimi cinque -
  sette anni non abbiamo preventivato grosse uscite  finanziarie.<br />
  2) La quota di investimento in capitale di rischio deve  rappresentare una frazione (10
  -25 per cento) dei nostri risparmi. Per decidere quanto  investire in prodotti “rischiosi”,
  dobbiamo chiederci: “Di quanto potrò  non aver bisogno per i prossimi quattro -
  sette anni” ? Non e male, poi,  inserire nella valutazione qualche spesa imprevista.<br />
  3) Occorre poter disporre di una quota di riserva per  intervenire in caso di successivo
  calo del valore dei titoli azionari acquistati. In altri  termini non si deve investire
  tutto e subito, ma frazionare gli acquisti, per avere un  capitale di riserva che possa
  essere utilizzato per comprare lo stesso titolo svalutato,  spingendo, in tal modo, verso
  il basso la media dei prezzi.<br />
  4) Ricordarsi che quando ci arriva la “soffiata  riservatissima” (operatori, news letter,
  borsino, giornali, amici “ben  informati”, ecc.) chi doveva sapere ed agire ha saputo
  ed agito molto prima di noi, specie in un mercato  finanziario ristretto come quello italiano.<br />
  5) Se il nostro investimento sta andando bene, liquidiamolo  per tempo, anche contro
  il nostro istinto: aspettare il picco massimo significa  incappare nella inversione di tendenza
  e, troppo spesso, questa ci convincerà a non vendere più,  sperando in una risalita
  che potrebbe arrivare dopo anni. In borsa si dice: “Vendi e pentiti”.<br />
  6) Riflettiamo sul fatto che in nessun mercato (tanto meno  in quello azionario) esiste
  “l’ultimo  treno”. L’andamento, cioè, non sarà  sempre crescente ne sempre in calo.
  Aver fretta di entrare o di uscire può non essere  conveniente.<br />
  7) Attenzione a non essere presi dalla sindrome del gioco d’azzardo, con le prime
  vincite che ci spingono a nuove e più alte puntate. Si dice:  “La Borsa presta !”.<br />
  8) Alla luce delle scadenze europee (Moneta unica ecc.) e  visto l’andamento dei
  tassi, non dismettere i titoli di Stato, pur se hanno avuto  una performance eccellente,
  per investire in borsa: le delusioni possono essere  fortissime. I rendimenti dei titoli di
  Stato italiani sono ancora competitivi rispetto ai  rendimenti del reddito fisso reperibili
  su altri mercati europei.<br />
  9) Sui mercati azionari non fantasticare mai su guadagni  eccezionali con il “Fai da
  Te”. E consigliabile usufruire dei  consigli degli esperti (di fiducia e professionalmente
  sperimentati), per non incorrere in bruschi risvegli e  lasciare sui mercati
  (com’e già accaduto in passato)  parte dei nostri risparmi.<br />
  10) Mettete alla porta chi cerca di convincervi a collocare  i vostri risparmi osannando
  rendimenti passati e “prevedendone” di futuri.</p>
 

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