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casa euroBANCA ITALEASE: SOTTOSCRIZIONE CONTRATTI DERIVATI "FALSI SWAP". NULLITA' ASSOLUTA DEL CONTRATTO. TRUFFA CONTRATTUALE (ART. 640 C.P.). INDEBITA RICHIESTA DI PAGAMENTO POSIZIONI DEBITORIE. ACCORDO QUADRO: DIFFIDA A NON IMPUTARE I PAGAMENTI PER LE RATE DEI FINANZIAMENTI ALLE FALSE RICOPERTURE. DIFFIDA ALLA BANCA D'ITALIA A NEGARE L'ISCRIZIONE ALLA C.A.I.- CENTRALE D'ALLARME INTERBANCARIA. RICHIESTA DOCUMENTI.

di Elio Lannutti (Presidente ADUSBEF)



COMUNICATO STAMPA



ITALEASE: LA BANCA ALLA DERIVA(TI) VUOLE PORTARE CON SE I PROPRI CLIENTI


pdfdownload lettera da inviare

Siate "indipendenti": non lasciatevi intimidire dalla lettera del 4 luglio.... Adusbef sta ricevendo moltissime richieste d'aiuto da parte di imprenditori, che si sono visti recapitare la famigerata "lettera del 4 luglio" nella quale la banca intimava il pagamento entro 8 giorni di ingenti somme relative all'esposizione in derivati I.R.S.- INTEREST RATE SWAP, a seguito dall'andamento negativo del mark- to- market, preannunciando il vincolo sulle somme a credito presenti sul conto corrente presenti e future e, conseguentemente imputando tutti i pagamenti, ivi inclusi quelli relativi alle rate del finanziamento, a debito della presunta esposizione debitoria in swap. Si tratta in genere di titolari o amministratori di piccole e medie imprese che hanno avuto la sfortuna di incontrare sulla loro strada Banca ITALEASE a cui hanno chiesto un mutuo o un leasing immobiliare (quindi strumentale alla propria attività imprenditoriale) e che per ottenere lo stesso hanno dovuto acquistare i famigerati SWAP. Al fine di indorare la pillola, la sceneggiatura della frode é stata indubbiamente ben congegnata. Infatti all'imprenditore che chiedeva credito ovviamente lo si assoggettava a tutta la complessa procedura di verifica e richiesta documentazione con tempi anche notevoli del caso. In questa fase ovviamente non si faceva parola degli SWAP. Solo nel momento in cui la banca si accingeva a dare "il placet" all'erogazione del credito, spesso il giorno stesso della stipula davanti al notaio, il responsabile della banca sollevava il problema delle garanzie e segnatamente della necessità di tutelarsi dal rischio del mutevole andamento dei tassi d'interesse. Così, proponeva-imponeva la sottoscrizione di strumenti derivati INTEREST RATE SWAP. Il malcapitato imprenditore di fronte a tale richiesta e nel contesto di cui sopra, stretto nella morsa delle circostanze, firmava. E magari di buon grado fidandosi del bancario che, bontà sua, "si preoccupava di lui", di tutelarlo dal rischio tassi. La realtà ovviamente era molto diversa. Ciò che si andava ad acquistare era immondizia. Per il cliente ovviamente. Per la banca era uno strumento in grado di farle guadagnare una barca di soldi attraverso un meccanismo infernale di ingegneria finanziaria con il quale la prima era destinata a guadagnare sempre e tanto e, specularmente, l'imprenditore a rimetterci le penne..... La garanzia non era il rischio tassi ma il lucro della banca. Trattasi dunque di una vera e propria truffa contrattuale (art.640 c.p.) per la quale tutti i contratti sono verosimilmente nulli per difetto di causa. Pertanto chi si trovi in queste condizioni, non paghi! E, men che meno aderisca alle ricattatorie richieste di transazione che la banca sta frettolosamente proponendo in queste ore. Piuttosto difendetevi inviando l'esposto-denuncia-diffida secondo il modello proposto da ADUSBEF.