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E' in usura il conto affidato, che cumulando interessi e spese supera il tasso soglia

bancheUn 'imprenditore ottiene dal tribunale una forte riduzione della propria esposizione debitoria. E' in usura il il conto affidato, che cumulando interessi e spese supera il tasso soglia
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La crisi non demorde, il calo dei consumi di questi giorni lo conferma, le cifre sulla disoccupazione sono allarmanti di Fulvio Cavallari

La crisi non demorde, il calo dei consumi di questi giorni lo conferma, le cifre sulla disoccupazione sono allarmanti

di Fulvio Cavallari

La crisi non demorde, il calo dei consumi di questi giorni lo conferma, le cifre sulla disoccupazione sono allarmanti, quando ne usciremo?
Inutile snocciolare dati statistici, il risultato non cambia, pochi denari da spendere in tasca, scarsità di lavoro, assenza di prospettive la fanno da padroni.
Cala anche l’acquisto della carta stampata, cresce la disillusione mista ad apatia. Sullo sfondo il teatrino di una politica vecchia incapace di fare promesse serie.
Le banche hanno problemi di sopravvivenza, inutile interpellarle, poche vaghe promesse tante finte speranze.


A Roma il clima da basso impero contribuisce ad aumentare il distacco della gente dalla partecipazione alla politica.
Eppure ce lo avevano detto, Basilea 2 Basilea 3 l’europa che ci vuole con i conti in ordine ecc ecc..
Siamo andati avanti a testa bassa senza riflettere senza sapere in concreto cosa volessero dire il rispetto del rapporto deficit pil, lo spread, il taglio della spesa pubblica, il nuovo cambio euro lira.
Inutile rammaricarsi sulla spinta populista che ci vuole fuori dall’euro, prima bisogna chiedersi cos’ha l’europa da offrire.
A mio parere nulla.
Non adesso almeno, non ora, e chissà per quanto.
Abbiamo alle spalle un deficit spaventoso, ci sono voluti anni per arrivarci, come si fa a pretendere di marciare al passo di paesi come la Norvegia che ha un bilancio dello stato in attivo.
Chi ci ha preceduto campava sui fidi bancari illimitati, il denaro usciva a fiumi dalle banche, le imprese erano contente le banche pure, si navigava in un mare di debiti ma il pagheremo all’italiana dominava imperante.
E la rottura del patto generazionale che stiamo vivendo oggi. Chi ci ha preceduto ci presenta il conto. Troppo comodo signori, che succede se non ci riusciamo?
Succede quello a cui stiamo assistendo, inutile mettere equitalia sul banco degli imputati, è come dire agli ufficiali giudiziari di non fare pignoramenti.
La vecchia ricetta redistributiva basata sul motto tassa e spendi si scontra da anni con l’esatto opposto fatto di misure liberali o neo liberiste in un conflitto che ha spezzato due un paese creando categorie sociali prima nemiche ora contrapposte e con interessi divergenti, da qui uno scontro permanente di opposte esigenze.
Da qui l’esigenza di mediare ad oltranza, in termini politici e di spesa pubblica, con la minaccia di una piazza pronta ad entrare in ebollizione.
In pratica una parte del paese sorregge l’altra ma adesso qualcuno ci chiede il conto. Fine dei giochi, cambia tutto.
La merkel diventa il simbolo dell’odiata germania, che opprime l’italia chiusa in una morsa, ma la germania ci chiede di pagare i debiti sic et sempliciter, i tedeschi sono quasi rozzi tanto sono semplici.
Siamo noi che abbiamo firmato dei trattati che non potevamo rispettare, e lo sapevamo. Chi sperava nell’eurobond, cioè di spalmare il debito pubblico italiano in europa è stato smentito. Perché gli altri dovrebbero farsi carico dei nostri debiti??
La solidarietà di un’europa solidale è uno slogan elettorale ma niente di più una pia illusione senza sbocchi.
Con chi vogliamo prendercela allora? Con i politici? Troppo facile sarebbe come sparare alla croce rossa.
E se provassimo a fare un esamino di coscienza tutti? Mica i politici si eleggono da soli. Siamo noi che li votiamo, almeno i partiti.
Proviamo a interrogarci, facciamo uno sforzo, abbiamo capito perché siamo nell’eurozona? Come mai due signori, Prodi e Ciampi, ci hanno propinato l’euro? La motivazione qual è.
I tassi di interessi sui mutui al 5%? Ma via le case non le compra più nessuno, solo ora dopo il crollo i prezzi cominciano a stabilizzarsi su valori accettabili.
I finanziamenti europei? E chi li ha mai visti? Non le nostre PMI. Forse qualche banca ma siamo alle solite, a che servono ste banche, sono diventate un problema non la soluzione.
L’inflazione quasi a zero? Bhe siamo seri non siamo a zero per i meriti dell’euro ma perché ci hanno messo alla fame o quasi.
Lo scudo antispread, ecco forse ci siamo, chi di noi sa cosa succede se lo stato italiano non paga più i debiti? Lo stato può congelare i rimborsi dei BOT scambiandoli con altri titoli. Roba da fare invidia ai bond argentina.
Un bel giro di valzer e oplà paghiamo sempre noi. Siamo all’esproprio di massa, chi lo sapeva alzi la mano.
Pochi scommetto.
Eppure la legge c’è basta prendere la Gazzetta Ufficiale per leggere, tutto nero su bianco.
Quindi saremmo in europa per un bel truffone di stato, se non ce la facciamo avanti con i debiti.
Però, che bel risultato siamo alla frutta grazie ai tecnocrati di Bruxelles ma se andiamo a picco ci mettono le mani nel portafogli.
Alla fine nessuno vuole pagarceli i debiti e allora che si fa? Ma semplice un bel pianto collettivo, i TG sparano a zero sui vicini cattivi che ci hanno messo alle strette e via fuori dall’eurozona.
E pensare che nel 2002 si vedeva già che fine avremmo fatto, ma guai a parlarne si diventava rei di lesa maestà.
A maggio però si vota proprio per il parlamento europeo, stiamoci attenti questa volta.
Fulvio Cavallari - Adusbef Veneto

 

 

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