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Lehman Brothers: collezione d’arte all’asta ma pochi spiccioli per il riparto

Sono in programma per il mese di settembre 2010 alcune aste a Londra e New York per mettere in vendita la collezione d’arte contemporanea di Lehman Brothers.

Alcuni pezzi sono di riguardo, con valore stimato oltre il milione di dollari, ma si vende proprio tutto: barattoli da té, scatole di sigari, ceramiche e porcellane cinesi, orologi, specchi, collane di libri storici … Persino le targhe della sede centrale e delle filiali della Lehman Brothers.
Costo: qualche migliaio o centinaio di sterline “a disposizione di chi voglia portare a casa il proprio cimelio personale (magari per farne un bersaglio da colpire a freccette nel caso in cui l'acquirente sia una vittima del crack)”, spiega ilSole24Ore.

Precisa però il quotidiano anche che l’asta “non servirà a ripianare il buco da oltre 600 miliardi di dollari frutto del crack di due anni fa né a soddisfare migliaia di investitori che nel settembre 2008 si sono sentiti beffati quando i loro risparmi sono finiti in fumo” …

Ma Lehman Brothers tenta di racimolare da ogni dove qualche goccia per dare da bere ai molti (troppi) creditori assetati, che da oltre 2 anni attendono il riparto fallimentare derivante dalla procedura Chapter11.

Abbastanza significativo che si arrivi a vendere ogni sorta di cosa: indice del fatto che la torta del riparto è forse ancora più piccola di quanto si pensasse. D’altro canto è “ovvio”: se Lehman Bros  avesse posseduto risorse per pagare tutti … non avrebbe dichiarato bancarotta nel 2008.

Dott.ssa Tiziana Pinaffo

 
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