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Lo scherzo dei 20 Bond greci: per i piccoli risparmiatori il rischio è di non poter vendere

Lo scherzo dei 20 Bond greci: per i piccoli risparmiatori il rischio è di non poter vendere 

uff studiI dettagli sell’operazione di “scambio” del debito greco ha rivelato un aspetto che sembra di dettaglio, ma per i piccoli risparmiatori potrebbe essere decisamente di “sostanza”.

Le nuove obbligazioni ricevute in cambio delle vecchie infatti sono 24! A prescindere dalla scadenza o dalla dimensione dell’obbligazione originale.

Quindi se un investitore prima aveva una sola posizione (il vecchio titolo della Grecia), adesso si ritrova 24 titoli in portafoglio: 20 nuovi titoli greci “normali” + 2 nuovi titoli del Fondo Salvastati EFSF + 1 titolo dell’EFSF per i coupon mancati + 1 titolo greco che paga sulla crescita del PIL (se ci sarà). Se si vuole liquidare il proprio investimento quindi vanno, evidentemente, passate 24 operazioni di vendita.

Al di là degli inconvenienti operativi di contabilizzazione e rappresentazione della propria posizione (pensiamo a rendiconti delle banche che dovranno aggiungere tutte queste posizioni …), il vero problema si presenterà per i piccoli risparmiatori che decidano di liquidare il proprio investimento.

Se consideriamo un investitore che aveva una posizione con un valore nominale originale di €10.000, questa è stata scomposta in: 2 posizioni con un nominale di €750 (i bond EFSF), 5 posizioni con un nominale da €150 (bond greci “normali”), 15 posizioni con un nominale da €160 (bond greci “normali”), 2 posizioni dal valore variabile ma comunque minuscolo (Bond EFSF su interesse e Bond greco su PIL).

La domanda che sorge spontanea è: come farà questo investitore a liquidare il suo investimento se dovesse decidere di farlo?

Chi ha un po’ di dimestichezza con i costi bancari legati alla negoziazione, sa bene che un’operazione di vendita di un’obbligazione per un nominale di €150 rischia di costare più di commissioni rispetto a quello che può incassare. Se poi consideriamo che i nuovi titoli greci trattano ad un prezzo di 25, e che quindi il valore di mercato di €150 nominali è circa 37 Euro, il rischio di pagare più commissioni di quanto si incassi diventa quasi-certezza.

Da quanto precede è evidente che per investimenti originarii inferiori ad un valore nominale di €100.000, la “nuova” posizione in titoli greci ricevuta dall’operazione di scambio è sostanzialmente invendibile. Considerando che le scadenze dei nuovi titoli sono decisamente lunghe (da 2023 a 2042), l’immobilizzazione è decisamente penalizzante.

Per i piccoli risparmiatori che avevano in portafoglio i Bond greci e avevano sperato in un rimborso totale (si veda nostro post del mese scorso), è proprio il caso di dire che oltre al danno hanno subito un’ulteriore, ingiustificata e inutile (almeno secondo noi) beffa.

(tratto da soldionline.it)


 

L'Analista Finanziario

L'analista finanziario: Come investire
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