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Prima sentenza che condanna l'istituto inglese Barclays a restituire oltre 85mila euro ad un mutuatario, che aveva stipulato un contratto di mutuo indicizzato in franchi svizzeri

In data 27 dicembre 2016 e' stata emessa dal Tribunale Civile di Roma la prima sentenza che condanna l'istituto inglese Barclays a restituire oltre 85mila euro ad un mutuatario, che aveva stipulato un contratto di mutuo indicizzato in franchi svizzeri.

Pubblicato in Comunicati Stampa 12/1/2017

barclaysSi tratta della prima pronuncia dell'autorità giudiziaria su una complessa questione che coinvolge centinaia di clienti-consumatori che hanno stipulato la medesima tipologia di mutuo a tasso variabile indicizzato al franco svizzero.

Tali mutui, al momento della sua anticipata estinzione o in sede di surroga, richiedono il versamento di una consistente somma derivante dall'applicazione del meccanismo della doppia conversione previsto da una apposita clausola contrattuale.

Il mutuo ipotecario di cui alla sentenza in oggetto, era stato contratto per l'importo di 240mila euro, e, nel momento in cui i clienti avevano richiesto l'estinzione anticipata, Barclays pretendeva il versamento del capitale residuo di circa 220mila euro, oltre a un importo di circa 76mila euro a titolo di “conguaglio cambio”.

I clienti, dunque, pur versando le somme dovute, hanno deciso di avviare un procedimento, che gli ha visti vittoriosi con l'annullamento del l'articolo 7 del contratto di mutuo, relativo ai criteri di calcolo su cui si fondava la richiesta della Barclays di 78.417,43 euro a titolo di rivalutazione del capitale.

Il giudice ha rilevato come fosse poco chiara e coartata la modalità di calcolo e la richiesta di rivalutazione del capitale, in quanto tale assoluta carenza di trasparenza e chiarezza provoca dei profondi squilibri in danno del consumatore, dichiarando dunque nullo l'art. 7 del contratto di mutuo impugnato, e condannando in conseguenza l'istituto di credito a rifondere la somma di euro 78.717,43.

Le clausole dei mutui indicizzati al franco svizzero, che prevedono il ricalcolo in tale valuta e la successiva riconversione in euro del capitale restituito, sono da ritenersi dunque nulle poiché, oltre a non essere state redatte in maniera chiara e comprensibile, determinano a carico del consumatore un significativo squilibrio dei diritti e degli obblighi derivanti dal contratto.

Ai fini di tutelare prontamente i risparmiatori si allega il MODULO DI ADESIONE da completare ed inviare.

Roma, 12 gennaio 2017


 

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