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Quel miraggio delle index

tratto da Borsa&Finanza del 27 ottobre 2007

Quel miraggio delle index

Le probabilità di ottenere rendimenti superiori ai bond risk free è molto bassa: dallo 0,8% (Antonveneta) al 27 % (Aurora). A rivelarlo sono le stesse compagnie nei prospetti ai clienti

di Anna Messia - 27-10-2007

POLIZZE VITA Se si sottoscrive una polizza assicurativa di tipo index linked quante probabilità ci sono di guadagnare più di un titolo obbligazionario privo di rischi? Molto poche, anzi quasi nulle. Per capirlo è sufficiente analizzare i prodotti in fase di commercializzazione in questi giorni o collocati di recente: la possibilità di fare meglio di un Btp o un’obbligazione risk free è pari a meno dell’1 per cento nei casi peggiori. E se va proprio bene si arriva al 27% come massimo.
A rivelarlo sono le stesse compagnie che, dal giugno scorso, sono obbligate dalla Consob a rendere noti questi dati ai loro clienti. Nei documenti pretesi dalla commissione presieduta da Lamberto Cardia, deve essere infatti pubblicata una tabella con lo scenario dei possibili rendimenti, comprese le probabilità che quegli scenari si realizzino. Ebbene, per tutte le index linked finite sotto la lente di Borsa & Finanza, emerge quanto segue: 1) la probabilità di perdere a scadenza parte del capitale investito è zero, ovviamente, visto che per definizione sono strumenti che a scadenza (il contratto varia dai cinque ai sette anni), restituiscono almeno quanto pagato. Ma la possibilità di rendimenti superiori a quelli offerti da bond senza rischio della stessa durata, restano quasi un miraggio.

COME UNA LOTTERIA. Gli esempi non mancano, anzi a dire il vero si sprecano. Nel caso di Indice Sprint 104% di Antonveneta Vita, che nella prima parte di vita prevede una durata fissa di 2 anni, nove mesi e sette giorni, la probabilità di ottenere alla prima scadenza (6 agosto 2010) un rendimento superiore a un titolo risk free è pari soltanto allo 0,08 per cento. È invece quasi certo (99,80% di probabilità) che il rendimento della polizza (legata al parametro di riferimento DJ Eurostoxx50) sia ovviamente positivo, ma comunque inferiore a un’obbligazione priva di rischio scadenza n 2010. Ha solo qualche chance in più chi ha sottoscritto la polizza Carige Index Performance Protetta, collocata dal 26 settembre 2007 al 19 ottobre, focalizzata su un paniere di indici europei e con una durata di sei anni. Il sottoscrittore ha infatti appena l’1,12% di probabilità di conseguire un rendimento superiore a quello di titoli obbligazionari risk free che scadranno nel 2013. È invece molto più verosimile (pari al 77%) che la polizza ottenga un rendimento che non si discosti molto da un analogo investimento in un bond privo di rischio. Mentre la possibilità di fare peggio, ovvero di perdere tutti o parte degli interessi pagati da un titolo obbligazionario senza rischio, è pari al 22 per cento.
Non va poi molto meglio con altri prodotti, come per esempio Azione Più, di Po Vita, joint venture tra Fondiaria-Sai e Cariparma e Piacenza (Crédit Agricole): la polizza, che ha un rendimento correlato a un paniere di 15 titoli al Dow Jones Global Titans Index, ha appena il 5,07% di probabilità di fare meglio di un titolo senza rischio della stessa durata, ovvero sette anni. Decisamente migliore è il bilancio del prodotto index Aurora Fly, di Aurora Assicurazioni, che scadrà nel 2013, e dichiara una probabilità del 27,38% di fare meglio dell’obbligazione risk free.
La società del gruppo Unipol, diretta da Giampiero Gelmi, nel 45,58% dei casi calcola di avere rendimenti in linea con l’investimento obbligazionario. E in «appena» il 27% dei casi si attende risultati peggiori. Per la media delle polizze emerge quindi che l’evento più plausibile è quello raggiungere rendimenti in linea con i titoli risk free. Ma non mancano i casi in cui gli stessi assicuratori dichiarano che l’evento più probabile è ottenere performance inferiori ai titoli obbligazionari. Oltre all’esempio già citato di Indice Index Sprint 104% (Antonveneta) è il caso, ancora, di Oltre&Oltre di Zurich, in collocamento fino al 23 novembre con una durata di sei anni, che lega la sua performance a un paniere di 20 titoli azionari. La polizza, come pubblicato dalla compagnia nel prospetto informativo, ha una probabilità del 69,8% di chiudere il contratto con risultati più bassi del titolo obbligazionario senza rischi.

COSTI ALTI. A pesare su questi deludenti profitti attesi sono i costi «impliciti» che gravano sulle polizze. Le index sono infatti prodotti strutturati che prevedono l’investimento in un’obbligazione (che consente di garantire la restituzione del capitale a scadenza) e in un derivato, che rappresenta invece la «scommessa». Più alti sono quindi i costi impliciti, meno capitale rimane a disposizione per poter comprare il derivato. Le commissioni sono quindi un ostacolo nel percorso verso il raggiungimento di rendimenti superiori all’obbligazione risk free. E si tratta di ostacoli alti. Sempre osservando i prospetti emerge, per esempio, che nel prodotto Oltre&Oltre di Zurich i costi sul premio versato sono dell’8,97 per cento. Mentre gli altri strumenti analizzati hanno caricamenti medi che intorno al 7,5 per cento. Con un’eccezione: Azione Più di Po Vita applica addirittura una commissione del 10,21%, ma si tratta, per la precisione, della polizza con la durata più lunga tra quelle osservate (sette anni).

IL PESO DELLE RETI. I «costi» vengono incassati dalle compagnie di assicurazione, ma poi in buona parte sono rigirati ai distributori. Anche se con differenze molto ampie da un prodotto all’altro, e soprattutto da una società all’altra. Sempre analizzando i prospetti informativi emerge, per fare un altro esempio, che nella polizza di Zurich, il 35% dei costi di caricamento (8,97%) finiscono nelle tasche dei collocatori. Una cifra analoga (34,65%) viene pagata a chi vende la polizza index di Carige (che ha una commissione del 7,15%). Mentre ai collocatori di Superbonus 10/2007 di Allianz è riconosciuta una percentuale un po’ più bassa, pari al 25,9% delle commissioni di gestione (7,72%) gravanti sulla index linked. E nel caso di Alleindex 6 2007/10, la quota delle commissioni di gestione (7,5%) rigirata alle reti di vendita scende al 15,77 per cento.
Molto più alto è invece il «premio» per chi colloca i prodotti di Aurora Assicurazioni e di Po Vita, che riceve più della metà dei costi complessivi che gravano sulle index linked. Nel primo caso, per esempio, a chi ha venduto Aurora Fly viene riconosciuto il 60% delle commissioni di caricamento (pari al 7,78%) oltre al 50% delle spese di emissione della polizza (pari a 30 euro). Addirittura più alto è il compenso per chi distribuisce Azione Più di Po Vita: in questo caso alle reti di vendita va addirittura il 66,5% del costo complessivo (ovvero il 10,21 per cento).

Insomma, il vero risk free sembra solo quello dei collocatori.

 
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