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Riorganizzazioni aziendali, tasso fisso, variabile, addizionali banca, derivati sbagliati

Domande frequenti
a cura di Massimo Cavallari
Crisi economica e riorganizzazioni aziendali


ATTENZIONE
- Per ricevere assistenza legale preghiamo i gentili utenti di rivolgersi alla sede ADUSBEF di competenza locale a voi più vicina: in via subordinata ADUSBEF Sezione Veneto rimarrà comunque a disposizione per fornire un eventuale supporto tecnico-giuridico ad utenti fuori regione che ne necessitassero.
Crisi economica e riorganizzazioni aziendali: lopinione del commercialista
In questo periodo di crisi, oltre alla razionalizzazione dei costi sulle strutture produttive, si deve spesso ricorrere a riorganizzazioni e ristrutturazioni aziendali o di gruppi aziendali con vari strumenti di rilevazione dei problemi, ma anche di gestione ed intervento:

- La cessione azienda o ramo d’azienda prevede un corrispettivo in denaro ed è soggetta ad imposte di registro, crea plusvalenze da avviamento, crea legami di responsabilità fiscali.

- Il conferimento di azienda prevede un corrispettivo in quote della società conferitaria con aumento del capitale sociale, le imposte di registro sono fisse ed è neutrale fiscalmente, esiste la possibilità di rivalutare beni strumentali e non è in sé atto elusivo.

- L’Affitto azienda o di un ramo di azienda è un altro strumento per fronteggiare la crisi o trovare nuove alleanze.Va ovviamente valutato il caso concreto in relazione a: divieto di concorrenza, successione nei contratti, cessione crediti e debiti, continuazione dei rapporti di lavoro, legami di responsabilità.Nei casi più gravi si dovrà ricorrere a procedure concorsuali, rese più appetibili dalla recente riforma e più idonee a risolvere la situazione perché orientate a salvare lazienda più che a liquidarla:

- concordato preventivo, accordi stragiudiziali, piani di risanamento omologati dal tribunale

- gestire la fiscalità nella crisi di impresa con lo strumento della Transazione Fiscale

- gestire progetti di risanamento con banche d’affari o istituti interessati

- acquisizione di imprese fallite


Domande frequenti : crisi economica e riorganizzazioni aziendali





Con la crisi che avanza conviene indebitarsi a medio/lungo a  tasso fisso o tasso variabile
?
 bceNel definire la convenienza della tipologia di tasso d’interesse bisogna analizzare congiuntamente l’andamento del tasso fisso del tasso variabile e del tasso di riferimento della BCE:

Nel grafico dal  l’andamento del tasso fisso a 10 anni è rappresentato dalla linea bianca, il tasso euribor tre mesi dalla linea gialla e il tasso di riferimento BCE linea verde. L’euribor attualmente ha una distanza elevata rispetto al passato dal tasso BCE mentre è vicino al tasso a 10 anni. Il Presidente della BCE nella conferenza stampa ha parlato :
  1. di rallentamento della crescita e domanda sotto tono per un periodo prolungato;  
  2. di rischio di inflazione  rientrato  
  3. di possibilità di ulteriori tassi in caso che la recessione si protragga nel tempo.
La  valutazione va in unottica relativa e non assoluta: per quanti periodi  il tasso variabile sarà inferiore al tasso fisso di oggi e per quanti periodi superiore?Se ho un mutuo con ammortamento (alla francese) a rate costanti  bisogna valutare  che nei primi anni gli interessi costituiscono la maggior parte della rata mentre pesano poco verso la fine (quindi anche forti variazioni dei tassi incidono poco).

Dove posso trovare i valori di riferimento per i tassi fissi senza margini addizionali Banca?
 I valori di riferimento per i tassi fissi sono  La curva swap ovvero gli IRS  da 1 anno  a 50 anni quotati nella pagina del giornale il  sole 24 ore “cambi e tassi” che scambiano il tasso fisso con il variabile a 6 mesi

Derivati sbagliati come uscirne?
Arrivano le prime sentenze sui derivati. Oggi le Banche sono pi? disposte a trovare un accordo. Il punto di partenza ? una valutazione tecnica che evidenzi la disparit? dinformazione tra cliente e banca e le caratteristiche specifiche in termini di utili e perdite potenziali di quel derivato.

Salvare o investire sulla propria azienda è un esigenza personale, ma anche un esigenza collettiva perché riguarda l’economia e le persone che vi lavorano all’interno e all’esterno
 
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