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Zonin e Banca Popolare di Vicenza condannati a pagare spese processuali ad avvocato Adusbef

BANCHE: ZONIN E LA BANCA POPOLARE DI VICENZA, CONDANNATI A PAGARE LE SPESE PROCESSUALI AD AVVOCATO ADUSBEF

BANCHE: ZONIN E LA BANCA POPOLARE DI VICENZA, CONDANNATI A PAGARE LE SPESE PROCESSUALI AD AVVOCATO ADUSBEF, CITATO IN GIUDIZIO PER RISARCIMENTI MILIONARI CON FINALITA’ INTIMIDATORIE. PRIMA SEZIONE TRIBUNALE DI ROMA – GIUDICE DOTT. CRISTIANA CIAVATTONE, HA RESPINTO LA RICHIESTA RISARCITORIA DI 2,5 MILIONI DI EURO CONTRO AVVOCATO ADUSBEF E CONDANNATO ZONIN ALLE SPESE.

L’ennesimo tentativo di intimidire una delle poche associazioni di consumatori “scomode”, come l’Adusbef, da parte della Banca Popolare di Vicenza, ed il suo nocchiero Giovanni Zonin, è stata sconfitta ancora una volta in Tribunale. Dopo, Cardia (Consob) ed Unicredit, che avevano tentato di intimidire il presidente dell’Adusbef, reo di aver denunciato i derivati avariati appioppati a piene mani da Profumo, stavolta a rimetterci le penne,e l’onorabilità è il ras della Popolare di Vicenza,condannato a pagare le spese processuali dalla dott.ssa Ciavattone, del Tribunale Civile di Roma.

   La vicenda nasce da un esposto che l'Adusbef, in persona del presidente Elio Lannutti, aveva inoltrato alla Procura della Repubblica di Vicenza in data 18.3.2008, su segnalazione di alcuni piccoli azionisti della Banca Popolare di Vicenza, che lamentavano il rischio di dover essere esposti ad un grave esborso finanziario nel caso in cui fosse stato approvato dall'assemblea dei soci l'aumento del valore delle azioni della banca, fissato al prezzo di euro 58, che doveva ritenersi non congruo rispetto all'effettivo valore del titolo.

   Qualche giorno dopo, in data 29.3.2008, sul quotidiano "Il Sole 24 Ore", in un articolo pubblicato sul dorso Plus 24, intitolato "Vicenza verso l'assemblea. E il titolo quota 58 euro", l'articolista Stefano Elli, nel dare notizia dell'imminente assemblea dei soci della Banca Popolare di Vicenza, aveva riferito dell'esposto presentato dall'Adusbef alle Procure della Repubblica di Vicenza, Milano e Roma, indicando i reati ipotizzati in quelli di false comunicazioni sociali e falsità in prospetto.

   La vicenda era stata seguita anche dalla stampa locale ed in particolare dal quotidiano "Il Giornale di Vicenza" che, in data 8.4.2008, aveva pubblicato un articolo dal titolo "Adusbef contro BPVI <L'azione è gonfiata>, in cui il giornalista notiziava i lettori dell' esposto contro la banca presentato da "Elio Lannutti, presidente dell’Associazione difesa utenti dei servizi bancari, postali e assicurativi nonché candidato per L'Italia dei Valori", aggiungendo "non-sfugge che l'esposto di Adusbef arriva in un momento particolare. Tra pochi giorni ci sono le elezioni e Lannutti è candidato" e considerando le ipotesi di reato prospettate nell'esposto come "abbastanza campate per aria"; nello stesso quotidiano, il giorno seguente, veniva pubblicato un articolo dal titolo "Veline al veleno. Lo spettacolare autogol del difensore Lannutti".

   A seguito di tali articoli, il Presidente dell'Adusbef Elio Lannutti, ritenendo tali pubblicazioni lesive del proprio onore e prestigio, aveva inoltrato tramite l’ avv.to Lucio Golino una richiesta di rettifica ai sensi dell'art. 8 L.47/48 e tale rettifica era stata pubblicata dal direttore responsabile del giornale, in data 11.4.2008. La banca e il suo “capataz” lamentavano che lungi dal costituire una mera “rettifica” avente ad oggetto una precisazione del contenuto dell' esposto presentato dall'Adusbef, sarebbe stata invece finalizzata a screditare l'istituto di credito a ridosso dell'assemblea dei soci, in quanto attribuiva falsamente al Consiglio di Amministrazione della banca plurime condotte delittuose finalizzate a danneggiare i piccoli azionisti. In particolare, si affermava che il prezzo delle azioni, fissato in 58 euro, sarebbe stato "manifestamente gonfiato ed in grado quindi di inondare le casse dell'istituto di liquidità indebita con conseguente danno dei piccoli risparmiatori", che l'aumento di capitale era fondato su "valori fittizi", che i vertici dell'azienda erano "combriccole di amici (. ..) che continuano a creare disastri (. ..) bruciando il risparmio di milioni di cittadini" e che la gestione della Banca era "scandalosa"; inoltre, si affermava che la banca "dettava la linea editoriale" del quotidiano in questione, fornendo vere e proprie "veline" a giornalisti "sedicenti oracoli" che fornivano le notizie ai lettori "spacciandole per informazione obiettiva", facendo in tal modo apparire i vertici aziendali come manipolatori dell'informazione.

   Il Tribunale, senza entrare nel merito delle contestazioni, ha accolto una tra le tante contestazioni ed eccezioni sollevate dal Golino – difeso in proprio- , di difetto di legittimazione passiva avendo semplicemente ad un mandato professionale, respingendo per l’effetto le roboanti richieste risarcitorie (peraltro neppure provate). Dopo tale sentenza, Adusbef e l’avv. Golino, si riservano di presentare azione risarcitoria verso Zonin e la Popolare di Vicenza, in un Tribunale diverso da quello di Vicenza, purtroppo influenzato, come Siena dai tentacoli della banca, ed un esposto al Consiglio Superiore della Magistratura.

 

                                                                                                                                                      La Segreteria Adusbef

Roma, 19 maggio 2012

 
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