Policy privacy

You have allowed cookies to be placed on your computer. This decision can be reversed.

Indebite le commissioni implicite nei derivati

Indebite le commissioni implicite nei derivati

Il Tribunale di Pescara, con una recente sentenza, ha condannato una banca a rimborsare il Comune di Penne

 

Il Tribunale di Pescara, con una pregevole sentenza (n. 1241/2012 dell’11 ottobre 2012), ha condannato un istituto bancario a rimborsare al Comune di Penne oltre 672mila euro a titolo di commissioni occulte percepite dalla stessa nella vendita di un derivato finanziario su interessi su mutui (IRS).

 

 

Il Comune di Penne, infatti, nel periodo 2002-2004 ha sottoscritto con la Bnl quattro contratti di swap, di cui due oggetto della pronuncia in esame, che trasformavano i tassi di interesse fissi su alcuni mutui contratti con la Cassa Depositi e Prestiti e con altri istituti di credito in tassi di interesse variabili. Il Comune, all’atto della sottoscrizione, incassava un up-front iniziale di complessivi 1.433.000 euro, ossia una somma versata immediatamente alla firma del contratto che in realtà porta immediatamente in negativo l’operazione, in quanto attualizzazione di flussi futuri sperati.
Il ricorso da parte degli enti locali ai derivati su interessi (IRS) è stato, in origine, previsto dall’art. 41 della L. 448/2001, al fine di consentire agli stessi di coprire il rischio di interesse sull’indebitamento contratto, soprattutto a causa dell’anzianità dei mutui contratti a tassi fissi elevati con la Cassa Depositi e Prestiti e delle numerose rinegoziazioni effettuate nel tempo con la stessa.

 

Ebbene, la normativa finanziaria in materia, debitamente richiamata nella citata sentenza, prevede che le operazioni in strumenti derivati over the counter all’atto della stipula del contratto debbano presentare un valore di mercato (mark to market) nullo (Allegato 3 al regolamento Consob n. 11522/98 vigente all’epoca dei contratti). Ove il contratto di IRS non presentasse un valore nullo all’atto della stipula, ma un valore negativo per una delle controparti, in quanto uno dei due flussi di pagamento non riflette gli interessi di mercato, l’equilibrio finanziario dell’operazione deve essere ripristinato tramite erogazione di un flusso monetario iniziale denominato up-front. Collegato a tale aspetto vi è anche quello delle commissioni implicite percepite dalla banca. Infatti, qualora la banca non destinasse l’intero up-front all’ente, di fatto andrebbe a trattenere delle somme che altro non potrebbero essere se non commissioni non esplicitate in modo trasparente all’ente. Come ben evidenziato nella sentenza in commento, la banca, quale intermediario finanziario e a maggior ragione se contraente diretto, ha degli obblighi puntuali di informazione circa la natura, i rischi, le implicazioni e i costi dell’operazione in derivati ivi compresi quelli di produzione del derivato ricaricati sul cliente e del margine effettivamente lucrato dalla banca.

 

Nel caso di specie, la mancata trasparenza risulta evidente dalla circostanza che, a fronte di una previsione generale contrattuale di impegno dell’ente di corrispondere le commissioni indicate in apposito allegato, nella voce commissioni nulla era previsto. Circostanza, quest’ultima, ritenuta fondamentale dai giudici del Tribunale di Pescara, che hanno sottolineato nella sentenza come, “a fronte della specifica previsione contenuta nelle condizioni generali che rinviava al contratto la determinazione di commissioni a carico del cliente, i contratti di swap escludevano qualsiasi importo a titolo di commissioni. Dunque, sulla base della previsione contrattuale, non potevano essere ricaricati sul Comune costi di commissione in favore della banca [...]. Al Comune deve, quindi, riconoscersi il diritto alla ripetizione delle commissioni implicite”.

 

Si apre così un nuovo filone giurisprudenziale

 

Con la sentenza in commento, si apre un nuovo filone giurisprudenziale che, a prescindere da cause di risoluzione del contratto, colpisce le banche sotto il profilo dell’indebita percezione di commissioni implicite che in alcuni casi, come per il comune di Penne, ammontano ad importi davvero significativi.
È ovvio che, per determinare quali e quante siano le commissioni implicite di un contratto di swap, occorre avvalersi di advisors indipendenti che siano in grado di farlo. Il Comune di Penne, ad esempio, a fronte di valori negativi dei contratti di swap, ha incaricato una società di consulenza di effettuare un’analisi dei contratti e successivamente ha chiamato in causa la banca ottenendo, allo stato, un diritto di rimborso di oltre 672mila euro che, di questi tempi, fanno davvero comodo.

 

 

Avvocati di Adusbef Veneto

mappettabluveneto

clicca sulla mappa per trovare
il tuo professionista di Adusbef Veneto

Free business joomla templates